Marketing

Il nostro modo di fare marketing inizia dalla vision, che analizza i contesti globali, aziendali, competitivi e quelli dell’utente finale. Questo passaggio ci permette di giungere alla rivisitazione di un prodotto, progetto, o addirittura di un linguaggio, fino alla stesura della copy strategy e all’affiancamento totale del cliente nel complesso processo di comunicazione.

Quindi ci occupiamo di tutto ciò che è necessario ad una azienda, istituzione, ente locale per crescere o risolvere problemi in modo efficace, nuovo, semplice e sostenibile economicamente, ma soprattutto eticamente.

Non pensiamo che per “fare marketing” servano università prestigiose, un lungo elenco di incarichi importanti o conoscere libri a memoria. Inoltre, spesso si confonde il marketing con il “fare comunicazione” e con la pubblicità. Anche se quest’ultima è tra le nostre competenze e peculiarità, il marketing è altra cosa. Il marketing è saper pensare senza essere vincolati a schemi mentali e il saper fare. Il solo pensare lo lasciamo ai filosofi, il solo fare ad altri. Il marketing si basa sul buon senso. E mettere le “mani in pasta”, sapersi adattare con semplicità. Per farlo al meglio occorre una cultura personale possibilmente variegata e vivace, capacità empatica e di osservazione, occorre riuscire a capire, intuire, entrare con “passione” nell’anima dell’azienda per cui si lavora, saper anche ammettere gli errori. Occorre cercare di avere relazioni leali e serene con i referenti, crescere con loro considerandosi complementari e lavorando sempre in staff con la direzione o l’amministratore delegato. Nessun libro o master insegna queste cose perché sono frutto di una sommatoria di esperienze personali e di gruppo, una sommatoria di doni e virtù personali e di caratteristiche umane.

La nostra storia non è costellata di grandi successi e tanti lustrini, ma è fatta di minuscole soddisfazioni nascoste dentro esperienze arricchenti sia professionalmente che umanamente. E tutte caratterizzate da uno stile, sempre lo stesso:  la semplicità.

 

Marketing analitico… l’analisi dei CONTESTI
Ci occupiamo dell’intero processo di Marketing Analitico per i clienti che ne abbiano la necessità o nell’ambito di una consulenza più ampia e di medio periodo.

Il Marketing Analitico studia l’intero ambiente in cui opera un’azienda o anche un’istituzione, un’associazione culturale, ovvero una qualsiasi realtà che voglia proporre un nuovo prodotto o servizio a terzi.

L’ambiente esterno riguarda il settore di riferimento, il mercato di riferimento all’interno del settore, l’utente finale, il consumatore (se l’azienda opera nel largo consumo). Mentre l’ambiente interno è l’azienda nella sua totalità (prodotti e servizi, tecnologie, organizzazione, economics, persone, sogni delle persone).

Il marketing analitico, in sostanza, è un’ANALISI necessaria ogni qualvolta si intende innovare, fare il punto della situazione in una azienda (non necessariamente in crisi) per capire come procedere anche a volte modificando una Mission preesistente. Il motivo di tutto questo è facile intuirlo…il mondo oggi va più veloce, i contesti mutano più rapidamente che un tempo e sono necessari continui adeguamenti per poter rimanere sul mercato.

Per poter fare marketing analitico occorrono sia competenze che strumenti in grado di fornire tutte quelle informazioni necessarie per l’analisi strategica dell’azienda, punto di partenza del Marketing Strategico. A seconda della dimensione aziendale e della tipologia di business questa attività di analisi può avere durate diverse. Di solito viene effettuata in team con  il board aziendale, con l’ufficio marketing se presente in azienda e con il controller di gestione.

Marketing Strategico … una RIFLESSIONE sul modo di procedere
La riflessione strategica deve farla l’imprenditore. Noi affianchiamo gli imprenditori o i facente funzione (Direttori generali o AD delle aziende) nel processo strategico e ci occupiamo di effettuare la stesura dell’analisi strategica e della pianificazione.

Il percorso strategico è una mappa complessa di pensieri, idee, intuizioni, obiettivi, sogni, competenze ricordi, sensazioni ed aspettative che armonizzati con le informazioni oggettive (Marketing Analitico) consentono di costruire le azioni che dovranno perseguire i risultati (le tattiche).

L’attività logica, pragmatica di raccolta informazioni viene completata dall’attività intuitiva, percettiva e creativa della definizione delle strategie.

Fare strategia non è altro che individuare al meglio il “come” perseguire gli obiettivi aziendali dove “al meglio” non significa necessariamente coerenza con la scelta iniziale, quindi rigidità assoluta, ma, anzi, capacità all’occorrenza di adeguare e rivedere la strategia qualora un mutato contesto lo renda necessario. Facendo un parallelo con la neurologia che definisce l’emisfero sinistro come analitico, pratico, organizzato, logico e razionale, quello destro è spaziale, non verbale, sintetico, globale, vivace, artistico e creativo potremmo dire che il marketing analitico è il risultato di una attività dell’emisfero sinistro mentre quello strategico dell’emisfero destro.

Questa attività viene svolta solitamente con il titolare, l’amministratore delegato o il direttore generale dell’azienda.

 

L’Analisi Strategica … la sintesi dell’ESPERIENZA passata e presente
Il percorso sfocia in un documento che si può considerare il cuore dell’attività aziendale che comprende:
1.     La Vision: l’idea dell’imprenditore, ciò che l’azienda vuole diventare.
2.     La Mission: complementare alla vision (spesso confuse o coincidenti) è una sorta di “manuale” per raggiungere gli obiettivi che siano chiari, possibili, identificabili, misurabili e controllabili.
3.     La SWOT analysis (interna: punti di forza e debolezza, esterna: minacce ed opportunità).
4.     La definizione strategica (il passaggio dall’idea al come realizzarla e con cosa farlo).
5.     I fattori critici di successo (sono quei fattori necessari di cui tenere presente per raggiungere obiettivi, delle “conditio sine qua non”).
6.     La matrice OGSM (è la sintesi della pianificazione strategica e può essere annuale, triennale, quiquennale).
7.     La pianificazione e il business plan.


Il marketing operativo … l’AZIONE
Le aziende di media e piccola dimensione non hanno un vero e proprio Ufficio Marketing, noi ci proponiamo come Ufficio Marketing esterno occupandoci di tutta l’operatività di marketing anche spicciola con contratti della durata minima di un anno. E’ una soluzione molto conveniente anche perché durante la gestione dell’Ufficio Marketing Dall’esterno possono essere formate le risorse interne al fine di aiutare l’azienda a procedere in autonomia. Nel caso di studio di nuovi prodotti, una parte sostanziale della nostra attività viene svolta in affiancamento al responsabile R&D con il quale vengono organizzati i product test e le eventuali analisi sensoriali con le società specializzate.

Dopo che è stata definita tutta l’attività aziendale nel documento di pianificazione strategica, si passa all’azione, ovvero a mettere in pratica le azioni relative ai nuovi prodotti o servizi, alla loro costruzione, secondo un piano generale e piani per i singoli progetti che si intendono mettere in atto. Uno strumento molto valido del marketing operativo sono i cosiddetti GANTT, diagrammi di flusso che mettono in evidenza le singole azioni ed attività, il timing e il responsabile di azione, di progetto di gestione dell’intero processo. Il marketing operativo comprende la definizione delle leve di marketing, tra cui prezzo del prodotto, pubblicità analisi del pubblico (ricerche di mercato specifiche per i prodotti o per rilevare la brand equity), le promozioni sui pdv, le attività di comunicazione above the line e below the line, il marketing diretto, il web marketing e le digital PR, e tutta quella serie di attività di produzione materiali di supporto alla vendita dei prodotti.


La misurazione … la VERIFICA, le misure
Affianchiamo i responsabili del controllo di gestione nel monitoraggio delle vendite e nella interpretazione dei dati di vendita decidendo assieme al board i passi da fare per gli eventuali aggiustamenti. Gestiamo inoltre il piano di azioni in generale.

Un piano d’azione ben fatto corredato da un buon business plan permette di far fronte alla fase di verifica in maniera più tranquilla. In questa fase ci sono quattro arre importantissime:

1.     Il monitoraggio delle attività.
2.     La misurazione dei risultati (soprattutto di vendita).
3.     La gestione degli aggiustamenti al  Business Plan.
4.     L’aggiornamento e la schedulazione degli avanzamenti dei vari progetti e del piano in generale.